Macao, dall’eredità portoghese al futuro
Sono trascorsi oltre quattro secoli e Macao continua a vivere a cavallo tra due mondi. Il suo retaggio lusitano è ancora presente nelle chiese, nelle piazze, nei nomi delle strade e nelle facciate di tanti palazzi, mentre gli antichi templi cinesi così come i grandi complessi di intrattenimento contemporanei e le loro nuove architetture raccontano una città in costante trasformazione.
Un porto tra Oriente e Occidente
Prima di diventare una delle città più riconoscibili dell’Asia per i suoi casinò e per un assetto urbano sempre più monumentale e futuristico, Macao è stata un fondamentale punto di incontro tra la Cina e l’Europa.
La sua storia moderna ebbe inizio nel XVI secolo, quando i portoghesi vi stabilirono una base commerciale alla foce del Fiume delle Perle. La posizione era eccezionale. Da Macao passavano le rotte marittime che univano la Cina meridionale al Giappone, al Sudest asiatico, all’India e, attraverso la rete portoghese, all’Europa. Dai suoi moli transitavano seta, porcellana, spezie e argento, ma anche persone, conoscenze, tecniche di navigazione, idee religiose e forme architettoniche che avrebbero finito per lasciare un’impronta ben più profonda di quella puramente commerciale.
Questi scambi materiali e immateriali spiegano in gran parte il paesaggio attuale. Le rovine della chiesa di San Paolo, uno dei simboli di Macao, appartenevano all’antico Collegio di San Paolo e alla chiesa della Madre di Dio, eretta dai gesuiti all’inizio del XVII secolo. Dopo l’incendio del 1835, di quel complesso è sopravvissuta solo la grande facciata in pietra, ma la sua decorazione resta uno dei segni più evidenti del sincretismo culturale che da sempre caratterizza la città: un’iconografia cristiana interpretata da artigiani asiatici ed elementi decorativi che difficilmente sarebbero apparsi allo stesso modo in una chiesa europea.
Nelle immediate vicinanze, piazze pavimentate con mosaico portoghese, edifici amministrativi, chiese cattoliche e case dai colori chiari convivono con templi cinesi e quartieri che rispondono a un’altra tradizione urbana, mostrando come i diversi strati della storia di Macao non sono rimasti separati ma si sono sovrapposti e compenetrati.
Patrimonio dell’umanità
A partire dall’incontro tra Oriente e Occidente, l’unicità di Macao risiede nell’aver sviluppato nel corso dei secoli una sua cultura originale. Il centro storico riunisce ventidue edifici e otto piazze che nel loro insieme consentono di cogliere questa stratificazione di influenze religiose, estetiche e sociali in modo così unico ed eloquente che nel 2005 l’UNESCO lo ha inserito nella lista del Patrimonio mondiale, come testimonianza di uno degli incontri più duraturi tra la Cina e l’Europa.
La visita della città si comincia dal tempio di A-Ma, la dea del mare, edificato dai pescatori cinesi nel XV secolo, prima dell’arrivo dei portoghesi. Il complesso comprende padiglioni dedicati a diverse divinità legate al confucianesimo, al taoismo, al buddismo e alle credenze popolari cinesi. La tradizione collega addirittura il nome di Macao a questo santuario e all’espressione “A-Ma-Gau”, la baia di A-Ma.
A pochi chilometri di distanza, il Largo do Senado rappresenta una successiva pagina della storia cittadina. Fondato dai portoghesi come grande spazio civico della comunità, continua ancora oggi a fungere da sfondo per le celebrazioni pubbliche e da nevralgico luogo di incontro. I suoi edifici neoclassici con la Santa Casa da Misericórdia, la facciata barocca della chiesa di San Domenico, lo stile coloniale del palazzo delle poste si inseriscono in un contesto di vie commerciali, templi e quartieri orientali in un vitale intreccio, non solo stilistico.
Questa mescolanza si manifesta anche in modi meno evidenti, ma forse ancora più affascinanti, come nelle costruzioni occidentali che hanno incorporato caratteri e motivi ornamentali cinesi o in quelle asiatiche che hanno assimilato forme tipiche dell’architettura europea.
Dai commerci al gioco
Favorita dalla posizione strategica sul delta del Fiume delle Perle, Macao ha sempre vissuto di attività commerciali, finché, nel XX secolo, il gioco d’azzardo non ha assunto un ruolo via via più importante, trasformando completamente l’economia e il volto della città.
Negli ultimi decenni i monumentali complessi che ospitano alberghi e casinò hanno cambiato il profilo urbano di Macao e, con esso, il modo di visitare un territorio.
- Uno spettacolare esempio di integrazione tra architettura, design e arte negli spazi espositivi nel complesso MGM Cotai. —
- Riproduzione di una corona della fenice, copricapo imperiale della dinastia Ming, realizzata con 4800 perle di vetro fatte a mano; dalla mostra dedicata alla millenaria tradizione della pasta di vetro colorata cinese (liuli) al Poly MGM Museum. —
- Tappeto da trono con decoro a draghi (XVII secolo); dalla mostra sulle Vie della Seta. —
- Il Poly MGM Museum esplora il dialogo tra il patrimonio artistico cinese tradizionale, opere contemporanee e installazioni digitali.
La città cresciuta sull’acqua
Gran parte della Macao contemporanea sorge su terreni sottratti al mare: la Cotai Strip, originata da una bonifica che unisce le isole di Taipa e Coloane, ha finito per diventare il palcoscenico della recente crescita della città, con edifici concepiti secondo un gigantismo completamente fuori scala rispetto al tessuto storico.
Questo nuovo panorama non si spiega tuttavia solo con i casinò: arte, architettura, gastronomia, spettacoli e tecnologia fanno parte di una strategia volta ad ampliare l’identità di Macao, la cui immagine oggi supera di gran lunga, per complessità, quella della Las Vegas d’Oriente. MGM Cotai è un ottimo esempio di questa evoluzione, presentandosi come un resort che nel percorso stesso degli edifici che ospitano il casinò e gli hotel, integra opere d’arte tradizionale e contemporanee e avveniristiche installazioni tecnologiche.
Il risultato è una città che continua ad aggiungere nuovi strati alla propria storia. A pochi chilometri da chiese, templi e piazze ereditati da secoli di scambi tra la Cina e il Portogallo, spuntano torri, laghi artificiali, funivie, grandi piazze coperte e sorprendenti spazi espositivi.
Identità stratificata
Macao non si può ridurre a un’unica immagine, perché la sua stessa anima è un palinsesto di culture, di stili, di abitudini: santuari cinesi, piazze di impronta portoghese, hotel futuristi che funzionano come tante città nella città, spazi di nuova concezione dedicati alla cultura, all’arte, al design espandono la sua identità, aggiungendovi strati sempre nuovi, e così facendo ne ribadiscono il ruolo elettivo, che continua a essere quello di epicentro dell’incontro tra tempi e mondi distanti.