Agatha Christie in trappola sull’Orient Express
Albert Einstein diceva che nei momenti di crisi l’immaginazione è più importante della conoscenza. L’esperienza vissuta da Agatha Christie e che la ispirò a scrivere Assassinio sull’Orient Express, pubblicato in Inghilterra nel 1934, è la dimostrazione di come circostanze avverse possano diventare fortunate opportunità creative.
Ecco che cosa accadde. Mentre la scrittrice stava viaggiando da sola sull’Orient Express, il treno rimase bloccato un’intera giornata per una violenta tempesta, avvenimento peraltro non nuovo, visto che alcuni passeggeri raccontarono di un viaggio precedente in cui il convoglio, diretto a Istanbul, era rimasto fermo per giorni a causa della neve...
Agatha Christie approfittò della sosta forzata per scrivere una lettera al secondo marito, raccontando l’accaduto con ricchezza di particolari, compresa una descrizione dell’elegante arredamento in stile Art Déco. Avrebbe ripreso tutti questi spunti in uno dei suoi romanzi di maggior successo – l’ottavo con protagonista il detective Hercule Poirot –, in cui gran parte della vicenda si svolge durante una notte a bordo del treno, fermo per una bufera di neve nei pressi di Vinkovci, nell’attuale Croazia.
Ispirata da quello che avrebbe potuto essere solo un contrattempo negativo, Agatha Christie scrisse poi il suo romanzo giallo soggiornando nella stanza 411 del sontuoso Pera Palace Hotel di Istanbul. Costruito in stile neoclassico con spiccate influenze Art Nouveau e sontuose suggestioni orientaleggianti, fu aperto nel 1895 per offrire ai passeggeri dell’Orient Express una sistemazione all’altezza degli agi e del lusso del treno, e dei grand hotel europei. A quei tempi era l’unico edificio della capitale turca dotato di acqua corrente, di elettricità e perfino di un ascensore.
Non era comunque la prima volta che la scrittrice viaggiava sull’Orient Express: vi era già salita nel 1928, in Siria, durante il periodo più doloroso della sua vita, dopo che il primo marito, Archie Christie, l’aveva abbandonata. All’epoca, per una donna girare da sola per il mondo era considerato coraggioso, addirittura avventato, ma quel viaggio le portò fortuna e le fece incontrare l’archeologo Max Mallowan, che divenne il suo secondo marito. Insieme viaggiarono ancora per anni sull’Orient Express per raggiungere le sedi degli importanti scavi nel Medio e Vicino Oriente in cui Mallowan era impegnato.
Nel 1977, dopo oltre novant’anni di prestigioso servizio, l’Orient Express fece il suo ultimo viaggio tra Parigi e Istanbul. Nello stesso anno, James B. Sherwood, il fondatore del gruppo Belmond, ne acquistò due carrozze originali a un’asta a Monte Carlo. Continuò poi a cercarne altre affidandole ai migliori artigiani per riportarle al loro antico splendore.
Le mitiche carrozze blu notte sono finalmente tornate sui binari nel 1982, lungo la rotta Londra-Parigi-Venezia.
A questo itinerario tradizionale si sono aggiunte le partenze da Venezia per Vienna, Praga, Budapest, Stoccolma e Copenaghen. E per rivivere le romantiche atmosfere del viaggio simbolo della Belle Époque c’è, immancabilmente, una speciale partenza annuale per Istanbul.