Jorge Lizarazo: “Il tessuto è la mia lingua”
Architetto e designer tessile colombiano, Jorge Lizarazo ha conquistato stilisti, interior designer e artisti con tappeti, arazzi e tessuti che realizza artigianalmente con fili d’oro e d’argento, di rame e di stagno mescolati con fibre vegetali provenienti da luoghi lontani in Amazzonia e sulle Ande.
Oltre vent’anni fa, in un vecchio magazzino nel sud di Bogotà, in uno dei quartieri più poveri della città, Lizarazo ha fondato il laboratorio Hechizoo dove oggi più di sessanta maestri artigiani producono a mano tessuti destinati a grandi firme della moda, a rinomati studi di architettura, a gallerie d’arte, a ville di celebrità e anche alle case reali.
Chi è Jorge Lizarazo?
Sono una persona che ama stare con le persone e osservare costantemente ciò che ha intorno. Mi metto sempre in discussione e non penso mai che la prima idea sia la migliore. Amo la Colombia e il continente americano. Mi piace viaggiare, amare, coltivare la memoria e sentire di avere delle radici. Mi piace sentirmi parte di qualcosa e, soprattutto, far parte della mia squadra.
Lei è un architetto di professione e un designer per vocazione... che cosa l’ha spinta a occuparsi del design tessile?
La mia formazione di architetto, prima in Colombia e poi in Francia, mi ha portato a studiare la scuola di Vienna, la scuola classica francese e quella inglese, che mi hanno fatto innamorare del connubio tra architettura e mondo dei tessuti. Al mio ritorno in Colombia, alla fine degli anni Novanta – dopo aver lavorato con uno dei più grandi creatori con cui ho avuto il privilegio di collaborare, Massimiliano Fuksas – ho trovato un paese nel caos, con uno stato fallito e quasi sottomesso al narcotraffico e alla guerriglia, e un’economia malridotta, ma quel paese era il mio, lo amavo e continuo ad amarlo!
Si dice che tutte le crisi portino opportunità…
Poche possibilità si aprivano nell’ambito dell’architettura, ma ho avuto l’occasione di ristrutturare degli appartamenti e di fare qualche piccolo passo nell’interior design… E ho scoperto così che la stragrande maggioranza degli ingredienti del nostro design si rifaceva a uno stile lontano da quello in cui avevo vissuto per un decennio in Europa.
Non solo il design di interni, ma la stessa architettura avevano un “gusto” molto diverso, come direbbe mio padre. Dovetti subito entrare in contatto con i tessitori locali e così, come dal nulla, mi ritrovai davanti ai telai della designer Liliana Jaramillo. È stata lei a incoraggiarmi a diventare il tessitore che sono oggi.
Come è nato Hechizoo?
Jorge Lizarazo è solo un architetto che ha deciso di abbandonare temporaneamente l’architettura per divertirsi nel mondo del tessile. Da solo, non avrei mai potuto realizzare ciò che ho realizzato con Hechizoo, un nome che unisce artigiani e professionisti orgogliosi di appartenere al più bel laboratorio dell’America. Abbiamo iniziato con quattro persone e la famiglia è cresciuta fino a raggiungerne sessanta attive nel laboratorio, e più di trentacinque comunità agricole in tutta la Colombia.
Perché questo nome?
Hechizoo, il marchio, nasce da un gioco di parole. La parola “hechizo” significa “incantesimo”, “magia”, ma la doppia “o” finale cancella il riferimento diretto. Rimanda sempre a un mondo incantato, però l’ideatore, il creativo spagnolo Alberto Herencia, in questo modo si è assicurato che la sua sonorità risultasse meravigliosa in tutte le lingue.
Qual è il processo di progettazione e di tessitura che segue nelle sue creazioni?
Non si può parlare di un unico processo. A volte seguiamo le istruzioni dei designer che ammiriamo e che apprezzano il nostro lavoro. È una danza di conoscenze affascinante, aperta a un terzo soggetto che diventa parte integrante del gioco.
Altre volte incontriamo direttamente le persone che, in questo mondo dove si accede con facilità all’informazione, ci hanno trovato e hanno deciso di avere una nostra opera.
Progettiamo inoltre per grandi marchi e siamo estremamente grati che oggi i nostri tessuti siano presenti in alcune delle boutique più belle del mondo.
Un quarto processo deriva dalla collaborazione con le gallerie che ci rappresentano. Grazie alla loro esperienza nel design contemporaneo, riusciamo ad avere tutti gli elementi per essere all’avanguardia nel mondo tessile come nessun altro.
E in futuro?
Domani seguiremo probabilmente una linea diversa, magari non così esclusiva, forse più impegnativa... Siamo pronti ad accettare le sfide, anche se devo ammettere che qualche volta ci siamo tirati indietro. In fondo siamo umani e abbiamo i nostri limiti: non vogliamo copiare e non metteremo mai a rischio la nostra reputazione cercando di fare di più di quanto possiamo.
Quanto le dispiace separarsi da un pezzo unico?
Fa male solo finché non sai che chi lo prende lo vuole più di te. È uno scambio equo. Ci sono alcuni pezzi che ricordo con molto affetto: un cesto di werregue con piume di metallo, una scultura fatta di trecce di palma, yaré e filamenti metallici, un tappeto creato in omaggio al maestro dell’espressionismo astratto Barnett Newman... Questi sono i tre pezzi che sono rimasti nella mia memoria e di cui mi dico: “Non avresti mai dovuto lasciarli andare”… Ma so anche che sono i lavori che hanno contribuito a costruire il laboratorio che ora chiamo casa mia.
Che importanza hanno i colori e i materiali nei suoi progetti?
Il lavoro di Hechizoo è fondato sulla costante ricerca di nuovi materiali. Abbiamo iniziato nel 2000 con quattro fibre: il fique (una specie di sisal colombiano che cresce sulle montagne delle Ande), il cumare (un filamento di palma intrecciato dalle donne indigene dell’Amazzonia con il palmo della mano e il ginocchio), il rame e il filo di rame stagnato. Oggi Hechizoo conta più di 2.500 varietà di fibre, colori e calibri, che ci permettono di avere un linguaggio tessile ricchissimo, quanto può esserlo l’immaginazione.
Il colore e la consistenza delle nostre tessiture provengono dai tropici, dalle radici tramandateci dai nostri antenati, dai nostri genitori e dalla nostra condizione meticcia! Per i nostri tessitori, le fibre sono l’anima stessa di Hechizoo.
Quali criteri seguite nella scelta dei materiali, e da dove provengono?
I materiali, la loro consistenza e il loro colore sono collegati in modo molto diretto e unico ai nostri clienti. È quasi come guardare il menù di un ristorante e scegliere l’antipasto, il piatto principale e, quasi sempre, il dessert. Questo significa che in ognuno dei pezzi che tessiamo a Hechizoo è il cliente, aiutato dalla nostra esperienza, a fare la scelta: la texture, il motivo, la lucentezza e il colore.
Il tatto e la vista determinano il modo in cui il pezzo deve essere tessuto. Abbiamo a disposizione mani esperte e talentuose che scegliendo e mescolando i diversi materiali trasformano le idee in forme, in sfumature, in consistenze. Le nostre fibre provengono da tutto il mondo… le troviamo nei nostri viaggi, e i viaggi le portano nel nostro quartiere 20 de Julio di Bogotà.
Siete considerati dei pionieri nel mescolare i fili metallici con le fibre vegetali. Che cosa aggiunge di speciale il metallo?
Abbiamo sempre considerato il metallo come parte del DNA di Hechizoo, in particolare il rame, che ci ha aperto infinite possibilità nelle combinazioni con i materiali più diversi. I contrasti che si ottengono mescolando le fibre con il metallo creano effetti magici quasi involontari.
Questo ci ha conferito un segno distintivo unico: la possibilità di gestire la luce, di fare vibrare i motivi... La luminosità del metallo conferisce ai tessuti di Hechizoo una qualità camaleontica, una capacità di cambiare a ogni ora del giorno, aggiungendo così uno degli effetti più importanti, la sorpresa del riflesso, del silenzio del tocco, della temperatura, dell’energia.
- Fibre vegetali come questo lino naturale convivono con fili d’argento, rame e oro. —
- Ogni pezzo è unico e richiede dai quattro ai cinque mesi tra progettazione e produzione. —
- Uno degli artigiani di Hechizoo tesse un pezzo al telaio con fili di metallo argentato, bronzo e alluminio. —
- Foto: Hechizoo.
Qual è il mix più eclettico utilizzato finora nei suoi progetti?
Il crine di cavallo della Mongolia mescolato con metallo e seta: è e sarà il nostro campione del mondo!
Dove sta la magia che trasforma una fibra apparentemente fragile in un tessuto solido e resistente?
I tessuti Hechizoo riflettono l’importanza del lavoro di squadra. Le fibre da sole non significano molto, è quando vengono mescolate e cominciano a dare vita a un pezzo nato dalle parole e dalle idee che inizia la magia. Dopo diversi passaggi raggiungono la solidità, ed è in quel momento che le parole diventano tessuto.
Un bel tessuto è solitamente fragile, come le ragnatele create dai ragni, robuste per un uso specifico ma fragili per qualsiasi altro. Così, una nostra opera che venga collocata o utilizzata in modo inappropriato subirà le conseguenze della sua fragilità.
Come lavorate in un’era scientifica e industriale, dove tutto è veloce ed effimero?
Così come noi abbiamo dovuto capire che il tempo degli indigeni e degli artigiani di campagna è diverso da quello vissuto dagli abitanti delle città, i nostri clienti sanno fin dall’inizio che il tempo è uno degli ingredienti fondamentali del processo, non solo di produzione, ma anche di creazione.
Una delle risorse più importanti della nostra contemporaneità è proprio il tempo. I soldi li puoi guadagnare, ma... il tempo, chi lo recupera? Così, se diciamo quattro o cinque mesi, dobbiamo essere fedeli a quella scadenza. Questo è il rispetto per i nostri clienti. Non basta che il lavoro sia bello e ben fatto, deve essere finito in tempo, come una buona torta... se è in ritardo, potrebbe non arrivare mai in tavola.
Dove trova l’ispirazione?
Per lo più dai pensieri che si accumulano nella mia testa... è come una check-list che si scrive mentre si viaggia, quando si vivono momenti emotivamente forti, in ambienti e contesti inattesi e diversi da quelli di casa.
Quale ruolo hanno Bogotà e la cultura colombiana nel suo immaginario creativo?
Hechizoo non sarebbe lo stesso se si trovasse in un’altra parte del mondo. A Bogotà vivono più di nove milioni di persone, alcune delle quali sono bogotane, ma più della metà provengono dai diversi punti cardinali della Colombia e dall’estero. Hechizoo si nutre giorno per giorno del popolo di Bogotà, e di tutto il popolo colombiano.
Ciò che respiriamo, ciò che balliamo, ciò che ci rende colombiani è nei tessuti di Hechizoo: indio, nero, spagnolo, creolo, meticcio, bianco... Tutto questo ci rappresenta e noi lo rappresentiamo con orgoglio, ma la cosa incredibile è che quando qualcuno vede il campione di un nostro tessuto, non sa con certezza da dove provenga. E questo è uno dei più grandi doni di Hechizoo al mondo tessile. Possiamo essere tribali, minimalisti, eclettici... Nessuno può classificarci. Possiamo solo avere un impatto, ed essere amati oppure no...
Com’è il vostro cliente ideale?
Chi acquista le nostre opere è una persona che vuole comprendere il suo spazio, la sua famiglia e il suo essere, ma è anche disposto ad assumere il rischio di prendere una decisione basata su ciò che deve ancora venire, non solo su ciò che ha già visto. È una persona che ama soprattutto il lato sorprendente dell’opera e che apprezza la mutevolezza dei suoi riflessi.
Che cosa prova quando deve creare dei pezzi per un palazzo importante?
A volte penso che sia una fortuna poter essere in quei luoghi, ma quanti pezzi ci sono in un palazzo? Migliaia! Preferiamo allora stare in spazi dove siamo noi i re, dove riusciamo a essere protagonisti di una vita che inizia o che continua sotto una nuova luce.
Sappiamo che viaggia per più di metà dell’anno... Qual è il ruolo del viaggio nella vita di Jorge Lizarazo? Che cosa impara ogni volta?
Se non viaggiassi in questo meraviglioso pianeta, a Hechizoo saremmo ciò che non vogliamo essere, ovvero testimoni silenziosi che guardano il mondo passare attraverso il computer e la televisione o che ascoltano le storie di altri... Lasciatemi dire che, nonostante gli sforzi delle case di produzione, dei media e dei paesi di avvicinare il mondo ogni giorno, non si riesce a vedere assolutamente nulla di ciò che ci ispira: la storia dell’uomo, la meraviglia del suo sviluppo e quanto ciascuno di noi è unico e diverso.
Viaggiare alimenta l’anima, e per le persone come me spostarsi fa parte della vita... I tessuti di Hechizoo sono un piccolo riassunto di ciò che imparo ogni volta che lascio la mia casa per andare alla scoperta del mondo.
Un viaggio indimenticabile?
Il Giappone, sempre il Giappone, il paese del mio spirito, il paese del Sol Levante che ha seminato in me i migliori ricordi con il mio defunto marito. È il paese che ha ispirato l’opera Japan Sunrise, premiata a Design Miami nel 2025.
Che cosa significa “lusso” per Jorge Lizarazo?
Ieri stavo guidando per le strade vicino al mio laboratorio e ho incontrato uno di quei personaggi che puliscono i vetri dell’auto, gentile, umile, e bisognoso di tutto. Quando mi ha visto mi ha sorriso. Questo è stato il mio lusso di ieri: vedere che in tutti gli esseri ci sono gentilezza e gioia. Nelle mie giornate, quello che più mi manca è il silenzio, e con il silenzio la bellezza. Sono due lussi che per me devono sempre andare di pari passo.