Bill Bensley
  • 12 MIN
  • Ispiratore

Bill Bensley: “L’artista migliore è sempre la natura”

Foto di Bill Bensley


Conosciuto in tutto il mondo per lo stile estroso ed esuberante dei suoi pluripremiati progetti di hotel, di paesaggi e di interni, l’architetto americano Bill Bensley è un ecologista convinto che vive godendo il presente, aiutando i bisognosi, gli animali e il pianeta, e lavorando per proteggere e ripristinare l’equilibrio ambientale.

Lei si definisce un “conservazionista preoccupato” e un “appassionato filantropo”. In che modo questi principi ispirano il suo lavoro di albergatore, di paesaggista e di designer di interni? 
Non sono affatto interessato a costruire alberghi per riempire le camere. Nel mondo ci sono già milioni di hotel, molti dei quali non hanno alcun senso di esistere, mentre in realtà l’industria alberghiera può fare tanto per il bene dei luoghi in cui opera. Ogni mio progetto deve avere un impatto positivo, in termini di conservazione, di sostenibilità e di sostegno alle comunità locali. Shinta Mani Hotels ne è un esempio chiave.

Che cos’è per lei la creatività? 
Idee nuove, certamente, ma anche e soprattutto la capacità di esprimerle, cosa che non è affatto né semplice né immediata, come molti potrebbero pensare: per progettare un hotel in modo creativo ci vogliono in media circa cinque anni e sono necessarie più di 500 riunioni e un minimo di 5.000 schizzi e disegni…

Sostenibilità: sembra già una parola vuota… ma ha ancora un significato? E come pensa che si evolverà? 
Quando ero bambino la mia famiglia aveva una piccola fattoria dove eravamo praticamente autosufficienti. Allevavamo api, quaglie, polli, anatre, conigli, coltivavamo funghi, una grande varietà di verdure e, naturalmente, facevamo molto compost. Con il nostro camper andavamo quasi ogni fine settimana in un campeggio vicino e, d’estate, viaggiavamo per tutti gli Stati Uniti, esplorando il paesaggio intorno a noi senza lasciare tracce o portare via qualcosa. 
Sono cresciuto con un grande amore e rispetto per la natura e adesso mi fa sorridere sentire usare tanto spesso la parola sostenibilità, come se fosse un’idea nuova! Spero diventi per tutti noi una attitudine naturale e spontanea, fondata osservando con consapevolezza le nostre abitudini quotidiane e cercando di cambiarle in meglio.

  • baan botanica bill bensley.
  • baan botanica bill bensley.
  • baan botanica bill bensley.
  • baan botanica bill bensley.
  • Baan Botanica è il nome della casa di Bill Bensley a Bangkok.
  • Nel lussureggiante giardino crescono oltre 1.500 specie di piante.
  • Bensley condivide Baan Botanica con il marito e sei cani Jack Russell; la casa è per lui rifugio, laboratorio creativo e fonte di ispirazione.
  • Ovunque ci sono oggetti esotici e cimeli provenienti dai numerosi viaggi di Bensley in tutto il mondo. Foto: Bill Bensley.

Che ruolo hanno la conservazione e la sostenibilità negli hotel che lei progetta? 
Sono i principi che guidano tutti i nostri lavori. Allo Shinta Mani Wild, per esempio, ci hanno indotto a scegliere le tende come mezzo per generare fondi per proteggere la foresta, mantenendo un impatto molto basso sull’ambiente. 

Lei afferma che la sostenibilità nel settore dell’ospitalità si basa su tre concetti fondamentali: progettare con uno scopo, pensare in modo locale ed ecologico, costruire scegliendo con attenzione tutti i materiali e valutando sempre il risparmio energetico. In futuro, questa impostazione verrà seguita dalla maggior parte degli hotel e dei resort? 
Credo che gli operatori si stiano rendendo conto sempre di più che questi principi siano un bene per la narrazione del marchio, e anche per i loro investimenti! I consumatori sono sempre più attenti alla sostenibilità e il mondo dell’ospitalità non può non tenerne conto.

Ritiene di avere raggiunto il suo scopo più importante?
Credo di sì, proprio a Shinta Mani, con un impegno improntato a un conservazionismo che si propone di aiutare le persone del posto a uscire dalla povertà.

Perché il legame con la natura è così importante nel suo lavoro? 
Prima di laurearmi in design alberghiero, ero un architetto del paesaggio. Ho imparato i principi della gestione del territorio e quei principi si applicano a tutti i nostri progetti. Quando lavoro con un ambiente naturale, so che posso solo peggiorare le cose, perché, alla fine, la migliore progettista è sempre Madre Natura, e per quanto bello sia il mio hotel o qualsiasi altra cosa, non c’è competizione. La chiave è quindi limitare i danni, e lasciare sempre che la natura sia al primo posto.

shinta mani wild bill bensley
Le tende del campo ecologico Shinta Mani Wild a Siem Reap, in Cambogia.
shinta mani wild bill bensley
Un design degli interni completamente integrato e rispettoso della natura caratterizza tutti i progetti di Bill Bensley.
shinta mani wild bill bensley
Uno degli obiettivi di Shinta Mani Wild è proteggere la foresta di Cardamomo, all’interno della quale è stato allestito. Foto: Elise Hassey.
shinta mani wild bill bensley
Shinta Mani Wild è il progetto più complesso e anche il preferito di Bensley. Foto: Elise Hassey.
shinta mani wild bill bensley
Ogni negozio e ogni area dell’hotel hanno una propria caratterizzazione e un design d’interni unico. Foto: Elise Hassey.
shinta mani wild bill bensley
Il campo è composto da quindici tende, affacciate sul fiume che scorre tra le montagne della foresta del Cardamomo.
“Mi considero un giardiniere, un pescatore, un architetto, un interior designer, un amante della natura e, soprattutto, un esploratore di ogni angolo della terra che riesco a raggiungere”.

Quando pensa alla forma di un hotel o di un giardino, quali sono le sue fonti di ispirazione e le sue muse? 
Trovo ispirazione ovunque io vada e, soprattutto, dove meno me lo aspetto. Per quanto riguarda le muse... Kelly Wearstler è una star del design, Kit Kemp è affascinante e non c’è nulla che Frank Lloyd Wright non potesse progettare. Ma, senza dubbio, la mia più grande musa è mio marito Jirachai.

Che ruolo ha il passato nel pensare al futuro? 
Quando affronto un nuovo lavoro una delle prime cose che faccio è studiare la storia del luogo. Quali edifici, quali persone, quali eventi ne hanno fatto parte? Spesso il DNA del progetto deriva da quello del luogo stesso.

bill bensley
Bensley afferma che conservazionismo e follia creativa sono la forza trainante della sua vita e del suo lavoro.
bill bensley
Bill Bensley con il marito Jirachai Rengthong, designer e orticoltore, e i loro Jack Russell.

Lei è anche un filantropo, attivo attraverso la Shinta Mani Foundation in Cambogia. Com’è nata questa fondazione e quali sono i suoi obiettivi e le sue sfide? 
Tutto è iniziato con un viaggio in Cambogia negli anni Novanta. Il mio caro amico Sokoun Chandpreda (imprenditore, albergatore e filantropo, ndr) mi fece incontrare una famiglia che conosceva. All’epoca stavamo lavorando a un progetto alberghiero a Siem Reap e lui aveva appena creato la fondazione Shinta Mani per contribuire alla ricostruzione della Cambogia dopo le devastazioni dei Khmer Rossi. Era una giovane famiglia composta da sei bambini malnutriti, che vivevano su un mucchio di rami, e da una madre single che si stava uccidendo per mantenerli. Mi si è quasi spezzato il cuore e mi sono impegnato ad aiutarli.

Abbiamo raccolto abbastanza fondi per mettere insieme una casa, qualche gallina, un orto, una macchina da cucire affinché la madre potesse avere un mestiere, e biciclette perché tutti i bambini potessero andare a scuola. Vivendo a Bangkok, dove abbiamo così tanto, mi sembrava sbagliato non aiutarli. Ho continuato su questa strada lavorando negli ultimi trent’anni con la fondazione Shinta Mani. Siamo riusciti a creare una scuola di catering, un orto per coltivare cibo sano, una rete di distribuzione di acqua pulita attraverso filtri e pozzi, abbiamo costruito case, e ottenuto il finanziamento di scuole, la fornitura di biciclette e l’assistenza medica – più di novemila visite di controllo finora. Non passo giorno senza pensare a quella famiglia: mio padre diceva sempre che la carità inizia a casa nostra. 


La mia vita è cambiata di nuovo sei anni fa, quando Sokoun e io abbiamo acquistato un pezzo della giungla del Cardamomo per evitare che diventasse una miniera di stagno. Il Cardamomo è una delle ultime grandi aree selvagge del Sudest asiatico e trovo incredibile che siamo riusciti a diventare padroni di una parte di un patrimonio naturale così prezioso, grande quanto Central Park. Ci siamo presto resi conto che la foresta era sotto attacco da parte di bracconieri e taglialegna illegali. La risposta è stata Wildlife Alliance, un esercito privato di ranger che pattugliano la foresta e hanno l’autorità di perseguire i trasgressori, confiscare le motoseghe, liberare gli animali e proteggere centinaia di ettari di terreno. Il loro buon lavoro è finanziato da Shinta Mani Wild, il nostro campo avventura di quindici tende in un piccolo angolo della foresta, costruito senza abbattere alcun albero e dando lavoro a molti ex bracconieri e taglialegna che, in un luogo così remoto, non avevano alternative.


Un’altra sua passione è la pittura, riguardo alla quale si definisce un “artista outsider”. Che cosa significa per lei questa parola e quali sono i temi principali delle sue opere? 
Sono un outsider perché non ho mai seguito la formazione convenzionale della maggior parte degli artisti, che frequentano la scuola d’arte e imparano dai maestri. La mia amica e artista Kate Spencer (che ha studiato in Italia) mi ha incoraggiato a iniziare e da allora è stato un percorso da autodidatta, osservando gli artisti che ammiro. Dipingo i miei amici, i miei viaggi, i miei sogni, i miei pensieri sul mondo... e l’intero ricavato va alla Shinta Mani Foundation e alla Wildlife Alliance, due cause che mi stanno a cuore.

“Ogni mio progetto deve avere un impatto positivo, in termini di conservazione e di sostegno alla comunità locale”.
bill bensley
Bill Bensley esprime il suo esuberante, poliedrico talento anche nella pittura.
bill bensley
La natura e la sua tutela, è questa la prima missione di Bensley.

Che cosa rende perfetto un soggiorno in hotel? 
Una struttura costruita con uno scopo preciso e autenticamente sostenibile da un punto di vista ambientale e sociale. 

In che modo il design dei suoi hotel incide sull’esperienza degli ospiti? 
Se facciamo bene il nostro lavoro, il design riesce a definire lo stile di tutti gli aspetti del soggiorno, poiché non ci concentriamo solo sull’architettura e sugli arredi, ma anche sulla musica, sulle uniformi del personale, sui menù, persino sulle stoviglie e sui servizi che l’ospite trova in camera al suo arrivo...

Se l’ubicazione e le risorse non fossero un problema, che cosa creerebbe di nuovo? 
Ah! Bella domanda, visto che penso continuamente a progetti futuri. Mentre faccio questa intervista con voi in Europa, sogno di restaurare un castello del XV secolo in Spagna o in Italia, con materiali recuperati al cento per cento. Sono convinto che il nuovo e il costoso non garantiscano per forza un buon prodotto.

  • resort bill bensley khao yai.
  • bill bensley khao yai resort.
  • bill bensley il siam.
  • bill bensley il siam.
  • Uno degli ultimi lavori di Bensley è stato il restauro di una serie di vecchie carrozze ferroviarie trasformate in un resort nel Parco Nazionale di Khao Yai, in Thailandia.
  • Le camere da letto e i bagni sono stati integrati all’interno delle carrozze.
  • Il Siam, un esclusivo resort urbano sulle rive del fiume Chao Phraya a Bangkok.
  • Lo stile di Bensley è all’altezza di uno dei suoi mantra: “Più strano è, meglio è”.

Che cosa significa per lei il lusso? 
Essere amato dai miei cani, godere comodamente della natura in solitudine, nuotare nudo sotto una cascata... e soprattutto poter aiutare gli altri.

I viaggi e il turismo possono cambiare il mondo? 
Assolutamente. La fondazione Shinta Mani e i nostri hotel in Cambogia ne sono un esempio.

Quanti alberghi ha già progettato finora? 
Ho quasi smesso di contarli... più di duecento.

Una destinazione in cui tornerebbe sempre? 
Mongolia. Ogni estate.

Un viaggio in sospeso?
In treno, in quanti più paesi che finiscono in “stan” possibile.

E le sue prossime mete?
Papua e Indonesia...

bill bensley

Storie correlate

12

Dodici storie all'anno (una al mese)

Scegli gli argomenti che ti interessano

5'

Cinque minuti di ispirazione

Nel giorno che preferisci