Foto Miguel Bruna- Cerro Pelado
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On the road in Costa Rica seguendo il battito dei vulcani

Testo di Bernardo Fuertes. Foto di Miguel Bruna

Guidare in Costa Rica può essere molto più di un viaggio in macchina panoramico. È l’opportunità di scoprire un paese modellato dalla forza dei suoi vulcani, dove a ogni curva si rivela uno scenario diverso e dove ogni cratere è leggenda, tradizione e potenza geologica insieme. Esplorare queste meraviglie naturali viaggiando in solitaria dall’imponente Arenal alle fumarole del Rincón de la Vieja è un’avventura da vivere al proprio ritmo, in silenzio, sentendo vibrare tutto intorno l’energia della Terra.

La Costa Rica è uno di quei rari luoghi dove si ha la sensazione che la vita sia semplice, e che trascorra nella pienezza del momento, come dicono le due meravigliose parole che sono sempre sulle labbra della sua gente: “pura vida”.

Interamente definito nell’ambiente e nella cultura dai vulcani, questo paese si conosce e si comprende davvero seguendo le tracce dei suoi giganti di fuoco. Bastano un’auto, un gps, ma anche una mappa cartacea vecchio stile (utile se la copertura non funziona), e uno spirito curioso.

Le strade si snodano tra valli, montagne, piantagioni di caffè e foreste pluviali da cui si elevano i profili dei guardiani del passato, creatori di terreni fertili e ispiratori di miti che durano da generazioni. Dai grandi vulcani attivi come il Poás e l’Arenal, a quelli più remoti e misteriosi come il Rincón de la Vieja o l’Irazú, ognuno ha la sua personalità e una storia da raccontare. 

 

 

 

Vulcano Irazú. Foto Alex Ip.
Il cratere del vulcano Irazú, nella provincia di Cartago, a est della capitale San José, nella Costa Rica centrale. Foto Alex Ip.

Sono gli imponenti stratovulcani, come l’Arenal o l’Irazú, famosi per le loro spettacolari eruzioni e la sagoma conica creatasi nei millenni dalla sovrapposizione di strati di lava e cenere, che catturano per primi l’attenzione del visitatore. Ci sono però anche i vulcani a scudo, che formano paesaggi più morbidi, come il Cerro Tilarán, nel nord del paese. Seppure meno “esplosivi”, sono altrettanto affascinanti.

Parco Nazionale del Vulcano Poás
I due laghi nei crateri maggiori del vulcano Poás, che si innalza fino a 2708 metri nel centro della Costa Rica. Foto: Parco Nazionale del Vulcano Poás.

Il Poás, con il suo cratere principale di oltre 1,5 chilometri di diametro – tra i più grandi del pianeta –, è un esempio emozionante della potenza di questi giganti. Il lago turchese, formato nel fondo dall’acqua piovana, emana gas solforosi similmente a quanto accade nei geyser. Nel corso della storia, questo vulcano è stato venerato dalle comunità indigene come dimora di potenti divinità. Gli Huetares, antichi abitanti della regione, pensavano che fosse la residenza del dio del tuono e del fulmine, e non è affatto difficile cogliere il senso di questa credenza quando dal bordo del cratere si avverte il rombo che sale dal sottosuolo tra i vapori che si sprigionano dall’acqua ribollente...

A nord-ovest del Poás, l’Arenal è stato per decenni uno dei vulcani più attivi del mondo, segnando con i suoi ritmi la vita dell’intera regione. Sebbene negli ultimi tempi si sia un po’ placato, gli abitanti del luogo raccontano di notti illuminate dagli impressionanti fiumi di lava che scorrono lungo le sue pendici, e di qualcuno che, nei periodi di maggiore attività, vende biglietti ai turisti per vedere lo spettacolo dalla terrazza della propria casa. 

Foto: Patricia Palacín. Vulcano Arenal.
L’Arenal si distingue per la sua perfetta forma a cono, caratteristica degli stratovulcani. Foto: Patricia Palacín.
Foto: Yulia Z
Uno dei tanti sentieri nella foresta pluviale nel parco nazionale dell’Arenal. Foto: Yulia Z.
Foto: Jake Johnson. Vulcano Irazú.
Alle pendici dell’Irazú. Con i suoi 3432 metri s.l.m., è il vulcano più alto del paese. Foto: Jake Johnson.
Foto: Etienne Delorieux. Vulcano Arenal.
L’attraversamento di un ponte sospeso nella riserva privata di Mistico Hanging Bridges, nei pressi del villaggio di La Fortuna, nella regione dell’Arenal. Foto: Etienne Delorieux.
Qui i vulcani sono più che paesaggi, ti ricordano che la Terra è in movimento costante e ti fanno sentire parte di qualcosa di molto più grande.
Foto: Robin Canfield. Guanacaste. Punto panoramico di El Tajo.
Mirador El Tajo, nella provincia di Guanacaste, nel nord-ovest della Costa Rica. Foto: Robin Canfield.
Foto: Miguel Bruna. Guanacaste.
La vastità dei panorami del Guanacaste. Foto: Miguel Bruna.

Percorrere la Costa Rica in automobile è il modo migliore per conoscere da vicino anche le persone, la cui vita, come quella della loro terra, è stata plasmata dai vulcani: il suolo ricco di minerali, risultato di migliaia di anni di eruzioni, ha permesso lo sviluppo di una fiorente agricoltura, dove caffè, frutta e altre colture trovano terreno fertile per crescere. Ogni contadino conosce bene i cicli dei vulcani e, sebbene a volte l’attività eruttiva sia una minaccia, li considerano comunque una benedizione e un fattore di prosperità.

Le fumarole, i geyser e le pozze di fango gorgogliante sono le attrazioni che fanno del Rincón de la Vieja uno dei vulcani più spettacolari della Costa Rica. Al fascino geologico si unisce la magia della leggenda indigena che racconta le origini del suo nome, che letteralmente significa “l’angolo della vecchia”. Una giovane donna, dopo la morte dell’amato per mano del padre, si rifugiò sul vulcano, dove visse il resto dei suoi giorni curando i viaggiatori con le acque calde che si sprigionano ancora oggi lungo le sue pendici.

Vulcano Rincón de la Vieja
Il cratere del Rincón de la Vieja, nel nord della Costa Rica, visto da un autogiro.
Foresta di nuvole
La nebbia è una costante meteorologica della foresta tropicale della Costa Rica. Foto: Gonzalo Gimeno.
Coati dal naso bianco, Nasua Narica.
Un coato dal naso bianco, procionide originario dell’America centromeridionale.
La foresta nebulosa.
Vapori nella foresta nebulosa.
Scimmia di Carablanca.
Un cebo cappuccino, piccolo primate caratterizzato da un “cappuccio” bianco o giallastro che copre la testa, la gola e le spalle. Foto: Gonzalo Gimeno.

Dai miti ancestrali sulle divinità che abitano nei crateri agli aneddoti più recenti, come quelli che raccontano di chi si mette a cucinare le uova nei geyser del Rincón de la Vieja, ogni vulcano saprà sorprendere i viaggiatori con le sue leggende e il suo potente battito primordiale.

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