Foto: Subhadeep Saha
  • 7 MIN
  • Trasformatore

Kumbh Mela, un’esperienza che tocca l’anima

Testo di Bernardo Fuertes

L’ultima edizione del Maha Kumbh Mela si è svolta a Prayagraj, nello stato federato dell’Uttar Pradesh, dal 14 gennaio al 26 febbraio del 2025. Questo festival, che si tiene ogni dodici anni a rotazione in quattro luoghi sacri dell’India, è un’occasione straordinaria per vivere un’esperienza spirituale e culturale che non ha eguali nel mondo.

Fin dall’aeroporto di Allahabad si viene accolti da un fermento fuori del comune. Prayagraj, situata nella sacra confluenza (Sangam) dei fiumi Gange, Yamuna e Sarasvati, si trasforma in un epicentro di fede e di devozione. La città, dove la vita segue solitamente ritmi tranquilli, si riempie di una moltitudine di pellegrini, asceti induisti, turisti e curiosi che giungono qui attratti dalla promessa di una purificazione spirituale.

 Il solo arrivo al festival è uno spettacolo, folle di devoti scendono da treni, autobus e automobili, ognuno portando con sé una storia e un intimo bisogno di cambiamento. Le tende si allineano sulle rive del fiume, creando una città effimera di stoffe e bambù: una manifestazione di fede che sorge in una notte e che scomparirà con la stessa rapidità con cui è stata creata.

Foto: Jeannes Jacobs
Il pellegrinaggio indù del Maha Kumbh Mela si svolge in India ogni dodici anni. Foto: Jeannes Jacobs.
Foto: Amit Gaur
L’esperienza è più che mistica... Foto: Amit Gaur.

Il rituale dei bagni sacri

Il cuore del Kumbh Mela è costituito dai bagni sacri, noti come Shahi SnanVengono fatti in giorni specifici, considerati di buon auspicio secondo il calendario indù. Nel 2025, i giorni dei bagni hanno incluso, tra gli altri, Paush Purnima il 13 gennaio, Makar Sankranti il 14 gennaio e Mauni Amavasya il 29 gennaio.

L’alba in un giorno di Shahi Snan è un momento di trepida attesa. Mentre la nebbia mattutina si dissipa sul fiume, migliaia di sadhu – gli asceti induisti – e di pellegrini si preparano per l’immersione. I naga babaasceti nudi ricoperti di cenere, guidano la processione con un’energia quasi marziale. Le acque sacre del Sangam diventano il palcoscenico di un’antica cerimonia, durante la quale ogni immersione simboleggia la purificazione dell’anima e la rimozione dei peccati.

Gli akara, antichi ordini monastici di sadhu, svolgono un ruolo centrale nel Kumbh Mela. Queste confraternite spirituali, alcune delle quali risalgono a secoli fa, presentano le loro discipline di yoga, meditazione e recitazione delle scritture, e partecipano alle processioni chiamate Peshwai, in sella a elefanti, cavalli e carri decorati. L’aria si riempie di mantra e di canti devozionali che trasmettono un senso di profonda spiritualità e di potente energia.

Foto: Dhananjay Sharma.
I guerrieri sacri naga sadhu sono tra i protagonisti del Kumbh Mela.
Questo pellegrinaggio affonda le radici nella mitologia indù, in particolare nella leggenda del Samudra Manthan o della rotazione dell’oceano di latte. Mentre dèi e demoni ne agitavano le acque per ottenere il nettare dell’immortalità, quattro gocce caddero in quattro luoghi della Terra: Allahabad (ora Prayagraj), Haridwar, Ujjain e Nashik, dove, da allora, si celebra a rotazione il Maha Kumbh Mela.

Incontri indimenticabili

Una delle maggiori attrazioni del Kumbh Mela è l’opportunità di conoscere donne e uomini provenienti da ogni parte dell’India e del mondo. Dagli studiosi di religione ai semplici fedeli, ognuno porta con sé una prospettiva unica e le conversazioni spontanee che nascono nei campi possono rivelare storie di viaggi spirituali, di miracoli personali, e di una fede profonda e condivisa.

I kalpvasis, per esempio, sono seguaci del culto che trascorrono l’intera durata del festival vivendo una vita di semplicità e devozione; interagire con loro può aiutare a comprendere più a fondo quale sia il valore autentico del Kumbh Mela, e a riflettere sul senso delle proprie convinzioni e aspirazioni. 

Foto: Tanusree Mitra
Uno dei momenti salienti del Kumbh Mela è il bagno purificatore nelle acque dei fiumi sacri.

Esplorare i dintorni

Prayagraj è circondata da mete altrettanto sacre e affascinanti. Varanasi, con i suoi ghat, le scalinate che scendono nel Gange, e i suoi templi, è una delle città venerabili dell’induismo. Ayodhya, il luogo di nascita di Lord Rama, e Mathura, patria di Lord Krishna, sono destinazioni poco lontane che vale la pena di conoscere per avvicinarsi ancora di più alla mitologia e alla storia indù.

Foto: Amit Gaur Nuck
Durante il Kumbh Mela, milioni di persone si riuniscono per purificarsi nei fiumi sacri dell’India.
Foto: Amit Gaur Wex
Questo pellegrinaggio alimenta nei fedeli la speranza del rinnovamento spirituale.
Foto: Shantanu Agrawal
Il ponte Curzon di Prayagraj è un punto di passaggio fondamentale durante il Kumbh Mela, e una via di accesso simbolica ai riti del festival.
Foto: Subhadeep Saha
In cerca di pace lungo le rive del sacro Gange.
Foto: Amit Gaur
Provenienti da ogni angolo dell’India, tutti i pellegrini sono uniti da un medesimo afflato di devozione.
La Ganga Aarti è la spettacolare cerimonia dedicata
al sacro Gange e celebrata con migliaia di luci
e inni di lode alla dea del fiume.

Evento spirituale incomparabile e insieme celebrazione dell’immenso patrimonio culturale dell’India, il Kumbh Mela è anche un’occasione per farsi portare dal flusso vitale che anima i mercati temporanei o haat bazaar, e andare alla scoperta di oggetti di artigianato tradizionale, gioielli, tessuti, e del variegato cibo di strada, dove ogni assaggio ha una storia da raccontare.

Bagnarsi nelle sacre acque del Sangam e partecipare a questo epocale pellegrinaggio, con la sua combinazione di spiritualità indù e di vitale, esuberante folclore, aiuta a sfiorare la profonda connessione tra il divino e l’umano. Vivere questa straordinaria esperienza potrebbe essere uno dei sogni per gli anni a venire.

Storie correlate

12

Dodici storie all'anno (una al mese)

Scegli gli argomenti che ti interessano

5'

Cinque minuti di ispirazione

Nel giorno che preferisci